Un dente fratturato deve sempre essere estratto? Non necessariamente. In alcuni casi, se la radice e i tessuti che sostengono il dente presentano condizioni adeguate, è possibile valutare un percorso finalizzato a conservarlo.
Una delle tecniche utilizzate in alcuni casi è l’estrusione ortodontica, ovvero un movimento graduale del dente che permette di far emergere una parte sana della radice, così da creare le condizioni per ricostruirlo. La scelta di una tecnica del genere dipende però da diversi fattori: dalla profondità della frattura, dalla quantità di struttura dentale sana rimasta e dalle condizioni di gengiva, osso e radice.
Un caso clinico seguito dallo Studio Dentistico Ugo Macca a Siracusa permette di capire concretamente come può svilupparsi questo percorso.
Prima della frattura: un percorso iniziato anni prima
La storia del caso preso come esempio non comincia con il trauma.

Anni prima, il paziente era arrivato in studio con una situazione parodontale complessa, caratterizzata da perdita di supporto, mobilità di diversi denti e alterazioni che compromettevano sia la masticazione sia l’estetica del sorriso. Alcuni elementi non potevano essere mantenuti, mentre per quelli recuperabili è stato impostato un percorso parodontale e successivamente protesico. Dopo la fase iniziale di cura e monitoraggio dei tessuti, la riabilitazione ha permesso di ristabilire una condizione più stabile dal punto di vista sia funzionale che estetico. Il paziente è stato poi inserito in un programma di controllo e mantenimento nel tempo.
Otto anni dopo, un trauma cambia la situazione
A distanza di otto anni dalla prima riabilitazione, un incidente domestico ha provocato un trauma nella zona anteriore dell’arcata superiore. L’impatto ha determinato la rottura della protesi e ha coinvolto due denti. Uno presentava una frattura verticale che non ne consentiva il recupero; l’altro, il canino superiore, aveva subito una frattura molto profonda e presentava una prognosi inizialmente incerta.
A questo punto la domanda è diventata: è necessario estrarre anche il canino oppure esistono le condizioni per conservarlo?

Un dente fratturato può essere recuperato?
Una frattura profonda può, infatti, rendere difficile realizzare un restauro perché la porzione sana del dente rimasta disponibile si trova troppo in profondità, vicino alla gengiva e all’osso. Questo non significa però che ogni dente in queste condizioni debba necessariamente essere estratto. Nel caso descritto sono state considerate diverse possibilità terapeutiche, compresa l’estrazione e la successiva sostituzione del dente. Dopo la valutazione clinica e tenendo conto anche delle preferenze del paziente, si è però scelto di tentare il mantenimento del canino naturale.
Per poterlo restaurare è stato necessario rendere accessibile una quantità sufficiente di struttura dentale sana, rispettando allo stesso tempo i tessuti che circondano il dente. Si è così fatto ricorso all’estrusione ortodontica, detta anche eruzione forzata, che permette di far emergere gradualmente il dente rispetto alla gengiva e all’osso.

Nel caso di alcune fratture profonde, questo movimento può rendere accessibile una porzione sana del dente che prima si trovava troppo in profondità per poter essere utilizzata per la ricostruzione. Non si tratta quindi dell’ortodonzia che comunemente associamo al riallineamento dei denti. In questo caso il movimento ortodontico ha un obiettivo diverso: creare le condizioni necessarie per provare a conservare e ricostruire un dente compromesso.
Come è stata eseguita l’estrusione nel caso clinico
Nel caso del canino fratturato è stato utilizzato un sistema di trazione integrato nella protesi provvisoria già presente. Un piccolo perno è stato inserito nella radice e collegato a un sistema elastico. In questo modo è stato possibile esercitare una trazione graduale e controllata sul dente. Durante il trattamento è stata eseguita anche una resezione periodica delle fibre che circondano la radice, una procedura utilizzata in questo caso per favorire il movimento del dente evitando che l’osso circostante lo seguisse nella stessa misura. Con questa tecnica, che si può eseguire quando in bocca c’è un ponte provvisorio in resina, l’ortodonzia, senza bracket (“stelline”) passa inosservata.


L’estrusione non avviene in un unico momento. Il movimento viene controllato progressivamente e seguito da una fase di stabilizzazione, durante la quale si verifica che siano state raggiunte le condizioni necessarie per procedere con il restauro. Nel caso presentato, il confronto radiografico tra l’inizio e la conclusione di questa fase ha documentato un percorso di circa tre mesi, compreso il periodo di stabilizzazione.
Dall’estrusione alla ricostruzione del canino
Far emergere il dente è stata solo una parte del percorso. Una volta raggiunta e stabilizzata la posizione programmata, è stato possibile procedere alla ricostruzione del dente e alla successiva riabilitazione protesica. L’obiettivo, come anticipato, era quello di ottenere una quantità di struttura dentale adeguata per sostenere il restauro, mantenendo al tempo stesso il corretto rapporto con gengiva e osso. Il controllo radiografico ha confermato il raggiungimento delle condizioni previste e il canino recuperato ha potuto essere integrato nella nuova riabilitazione.

Il caso è stato seguito anche nel tempo: al controllo a quattro anni, il risultato appariva ancora stabile, un dato utile perché permette di osservare l’esito del trattamento non soltanto subito dopo la riabilitazione, ma anche a distanza di tempo.
Dente fratturato: estrarre o conservare?
Di fronte a un dente rotto o gravemente fratturato, la scelta non può essere stabilita soltanto osservando quanto dente è rimasto visibile. Prima di decidere se estrarlo è necessario capire quanto la radice sia ancora recuperabile, quali siano le condizioni dell’osso e della gengiva e se sia possibile realizzare un restauro con una prognosi adeguata.
In tutti i casi selezionati con la giusta diagnosi, l’estrusione ortodontica seguita dal restauro protesico rappresenta una metodica valida e ripetibile per il mantenimento dei denti.

Per chi volesse approfondire gli aspetti tecnici, il caso approfondito in questo articolo è stato descritto dal Dott. Ugo Macca nel paper scientifico “Recupero ortodontico protesico dopo evento traumatico in un caso parodontale tipo IV trattato anni prima”. Il caso mostra come in alcune situazioni un dente apparentemente molto compromesso possa ancora essere inserito in un percorso di recupero, ma solo quando esistono precise condizioni cliniche. Lo stesso paper evidenzia come, nei casi selezionati, l’estrusione ortodontica possa essere utilizzata insieme alle altre terapie necessarie per rendere possibile il successivo restauro.
Se hai subito un trauma dentale o vuoi valutare le possibilità di recupero di un dente compromesso, presso lo Studio Dentistico Ugo Macca a Siracusa è possibile effettuare una valutazione del singolo caso. Contattaci.
SEZIONE F.A.Q.
Cosa faccio se si rompe un dente?
Se un dente si rompe dopo un trauma, è importante farlo valutare dal dentista il prima possibile, anche quando il dolore è lieve o assente. Nel frattempo è meglio evitare di masticare sulla zona interessata e, se si è staccato un frammento del dente, conservarlo e portarlo con sé alla visita.
Un dente fratturato deve sempre essere estratto?
No. La possibilità di recuperarlo dipende dalla profondità e dal tipo di frattura, dalle condizioni della radice e dei tessuti che sostengono il dente. Solo una valutazione clinica e radiografica permette di capire se il dente può essere restaurato oppure se l’estrazione rappresenta la soluzione più indicata.
Come si capisce se un dente rotto può essere salvato?
Non basta osservare la parte visibile del dente. Il dentista deve valutare quanto tessuto sano è rimasto, la posizione della frattura e le condizioni di radice, gengiva e osso. In alcuni casi può essere necessario creare nuove condizioni per rendere possibile il restauro.
Che cos’è l’estrusione ortodontica?
L’estrusione ortodontica è una tecnica che permette di far emergere gradualmente una parte maggiore del dente. In alcuni casi di frattura profonda può rendere accessibile una porzione sana della radice e creare le condizioni per la successiva ricostruzione.